Incontro di formazione della Federazione Italiana
La domanda che oggi interpella con particolare forza la vita consacrata, e sulla quale padre Michael David Semeraro ci ha invitato a riflettere con coraggio, prende avvio dall’esperienza del profeta Geremia. Proprio quando tutto intorno a lui appariva devastato e senza futuro, egli seppe riconoscere i segni della speranza. Da questa prospettiva nasce l’interrogativo: la vita consacrata è ancora profetica nel nostro tempo? Di fronte al ridimensionamento delle strutture, all’avanzare dell’età e ai profondi cambiamenti culturali, il rischio è quello di guardare al futuro con paura e al passato con nostalgia, come ha più volte ricordato Papa Francesco.
Padre Michael David ci ha ricordato che la profezia della vita consacrata non si esprime sui grandi palcoscenici né attraverso opere straordinarie, ma nella semplicità del quotidiano, nella testimonianza silenziosa e fedele di ogni giorno. Essere profeti oggi significa avere uno sguardo capace di cogliere ciò che Dio opera nel nascondimento, là dove la vita germoglia senza clamore. Significa passare da una mentalità di previdenza a una di provvidenza, imparando a fidarsi dell’azione di Dio anche quando i risultati non sono immediatamente visibili.
Dopo un intenso momento di confronto, ricco di domande e interrogativi, le sorelle della Commissione hanno consegnato ad ogni partecipante un seme da coltivare nella propria vita personale e comunitaria, simbolo dell’atteggiamento della “germinazione”, cioè la disponibilità a fare spazio al nuovo che nasce. Come un piccolo seme affidato alla terra, la vita consacrata continua a essere profetica e lo sarà anche in futuro, a condizione che non tema la propria piccolezza. Il germoglio che cresce è fragile e delicato, ma custodisce in sé una forza vitale straordinaria, capace di aprire strade nuove e di annunciare la speranza.
Suor Maria Das Graças





